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Guaine Falliche: cosa sono, come usarle e le varie tipologie

Le guaine per il pene, chiamate anche in inglese “cocksleeves”, sono uno strumento molto conosciuto e un complemento appassionante per molte coppie che ne fanno uso. Ogni guaina, che può essere di colore trasparente, nera, color carne, si compone di un corpo morbido in cui inserire il pene, ed una punta sagomata a forma di glande, che può essere piena per diversi centimetri a seconda dell’effetto allungante che si vuole ottenere.

Molte guaine dispongono anche di un comodo anello per poter essere ancorate alla sacca scrotale.


Nel corso del tempo i designer di Sex Toys hanno creato un vero e proprio universo di forme e di varianti delle guaine da pene, per cercare di intercettare e talvolta di suggerire ogni possibile fantasia, attraverso l’utilizzo di questa apparentemente semplice integrazione al gioco.

Diamo quindi una rapida occhiata alle cose più importanti da sapere in merito.

Tipologie

Per orientarci al meglio divideremo le guaine per categorie principali:

  • Guaine allarganti, allunganti e volumizzanti
  • Guaine stimolanti
  • Guaine protesiche

Guaine allarganti, allunganti e volumizzanti:

Sono delle guaine in materiale morbido che vanno calzate sul pene a mò di preservativo. A differenza del profilattico NON offrono protezione dalle MST (Malattie a trasmissione sessuale) e NON hanno funzione di contraccettivo. Perciò occhio a non usarle come protezione durante i rapporti.

La funzione è quella di rendere il proprio pene fino al 30% più voluminoso. Alcune guaine sono fatte apposta per rendere il pene molto più largo, altre sono pensate per aumentare la lunghezza.

Altre ancora offrono entrambe le cose, più lunghezza e più larghezza.

Nel corso degli anni ne sono state prodotte moltissime versioni, dalle fogge più realistiche a quelle più fantasiose.

Quelle realistiche sono come un vero e proprio pene cavo in cui inserire il proprio, le altre hanno forme che comprendono scanalature e rilievi di varie dimensioni per rendere il pene più stimolante durante la penetrazione, oltre che più grande.

Guaine stimolanti

Le guaine stimolanti, come suggerisce il titolo, non hanno la peculiarità di aumentare particolarmente le dimensioni del pene, quanto quella di offrire una maggiore stimolazione tattile attraverso i numerosi rilievi, scolpiti lungo tutta la superficie del prodotto.

Possono essere molto eccitanti durante il rapporto penetrativo e provocare orgasmi più intensi del solito.

Guaine protesiche

A volte alcune condizioni mediche non permettono all’uomo di ottenere una erezione desiderata e fisiologica. In quel caso alcuni fanno ricorso a delle guaine falliche contenitive. Il concetto è abbastanza semplice da illustrare. Si tratta di falli semi rigidi con un foro cavo, che li attraversa per tutta la lunghezza. Tutto quello che bisogna fare è inserire il proprio pene all’interno, proprio come si fa col piede nella scarpa, per intenderci. La guaina in questo caso sarà rigida, per far sì che sia possibile penetrare il partner anche in assenza di erezione. Queste guaine sono sempre corredate di ancoraggio per renderne più facile l’utilizzo, cioè di una mutandina, o harness, composta da elastici che ne garantisce l’aderenza al pube.

Materiali

I materiali comunemente utilizzati per la realizzazione delle guaine sono sempre morbidi, anallergici e inodori.

Qui di seguito un piccolo elenco dei principali:

  • Silicone
  • Pvc
  • Tpe

A seconda del tipo di guaina sarà impiegato un materiale più morbido o più rigido ma tutti garantiscono un elevato standard igienico ed una durata ragionevole nel tempo, a patto di utilizzare un buon lubrificante per indossare la guaina e di igienizzarla e conservarla nel modo adeguato, preferibilemente in un luogo asciutto e non esposto al calore o alla luce diretta del sole.

Quanto descritto vale per le guaine falliche attualmente commercializzate in Europa e negli Stati Uniti, non per quanto riguarda altri Paesi, nei quali si trovano ancora in commercio guaine realizzate in materiale piuttosto scadente e poco sicuro, facilmente riconoscibili dall’odore penetrante delle plastiche utilizzate e dalla tipica superficie poco scorrevole.

Quale guaina fallica?

Naturalmente per approcciare l’utilizzo di una guaina è necessario avere un partner curioso e aperto alla sperimentazione delle novità sotto le lenzuola…

Le motivazioni possono essere molteplici; secondo la mia esperienza la maggior parte delle persone che compra una guaina da pene vuole massimizzare le proprie dimensioni e far provare sensazioni forti al/alla partner, attraverso una penetrazione maggiormente invasiva e quindi in grado di far sentire chi la riceve più dominata/o e sottomessa/o.

Molti comprano guaine da pene stimolanti invece, per ottenere una variante durante la penetrazione che renda più facile provocare orgasmi, lasciando in secondo piano l’aumento delle dimesioni falliche.

In ultimo ci sono uomini che, essendo impossibilitati a raggiungere un’erezione sufficente a penetrare, comprano guaine indossabili rigide attraverso le quali riuscire comunque ad offire la possibilità del piacere di coppia.

Quindi orientarsi per la scelta della guaina giusta è semplice, basta inquadrare l’esigenza e poi scegliere il materiale più performante.

Come buona regola deve essere di materiale sufficientemente elastico, non emanare odore di plastica, non essere appiccicoso, essere permeabile al calore del corpo, avere una buona vestibilità ed essere facile da pulire.

Personalmente consiglio sempre di munirsi di un buon Toy Cleaner, un sapone antibatterico specifico per sex toys, per essere certi di igienizzare senza rovinare le superfici a contatto con le zone intime.

Fondamentale anche l’uso di lubrificante adeguato, senza il quale diventerebbe davvero impossibile giocare con una guaina fallica.

Come si usa una guaina?

L’utilizzo è molto semplice e immediato per chiunque, ma vale sempre la pena di elencare le cose fondamentali da sapere e quindi mettere in pratica.

Per prima cosa bisogna pulire adeguatamente la guina prima di utilizzarla, sia dentro che fuori, in ogni punto, con un battericida apposito. Un’operazione che richiede cinque minuti al massimo e che può evitare irritazioni e fastidi e che consiglio sempre di non tralasciare.

Come seconda cosa da fare è lubrificare il pene con una quantità sufficiente di lubrificante a base d’acqua, quindi indossare la guaina e poi lubrificare la guina stessa. Il lubricante non è un’opzione, è ESSENZIALE, perchè a prescidere da quanto sia realistica la nostra guaina avrà sempre bisogno di liquido aggiuntivo per limitare l’attrito e funzionare efficacemente. Anche i preservativi sono lubrificati, ci avete mai fatto caso? Il principio è esattamente lo stesso. La guina però, a differenza del condom, non è usa e getta, perciò possiamo usarla motissime volte, a patto di farlo correttamente.

Come pulire la nostra guaina a pene?

Le operazioni di pulizia pre e post utilizzo sono abbastanza semplici e dettate dal buonsenso, ma vale sempre la pena di ripassarle.

Pulire la guaina sia dentro che fuori con un battericida specifico, in modo che possiamo essere certi di non rovinare il rivestimento esterno con sostanze troppo aggressive che possono essere solventi.

A prescindere dal materiale con il quale abbiamo a che fare non usare mai acqua troppo calda per risciacquare la guaina, non lasciarla in ammollo in acqua calda e non usare prodotti per la pulizia della casa.

Dopo l’utilizzo e la conseguente pulizia atta a rimuovere i residui, asciugheremo la nostra guaina con della carta assorbente e la riporremo in un luogo asciutto e al riparo da fonti di calore e dalla luce diretta del sole.

Perchè usare una guaina da pene?

Per divertimento, per aumentare la complicità, per sperimentare e dare nuova vita ad un rapporto di lunga data, per uscire dalla routine e sperimentare qualcosa di diverso e magari eccitante per entrambi.

Ma anche per giocare in una sorta di sfida, a provare la sensazioni di un pene più grosso, che possa aderire meglio alle pareti vaginali e provocare una maggiore sensazione di pienezza nel partner.

Lingerie Sexy: dalla storia fino ai giorni nostri

LA LINGERIE IN PILLOLE

I tipi di lingerie sono davvero tantissimi. Mutande, reggiseni, giarrettiere, bustini, reggiseni push-up, sottovesti, calze da corpo, corpetti, calze e mutandine di ogni tipo.

Siamo tutte pazze per la lingerie sexy ma quante di noi conoscono la storia della lingerie? Ed è più erotico essere nude sotto il soprabito oppure indossare un bel completino coordinato che sottolinea le forme del corpo?

Come scegliere la lingerie adatta alle nostre fantasie?

Un coordinato bianco da far girare la testa!

LINGERIE: PILLOLE DI STORIA

E’ interessante innanzitutto aver modo di curiosare nella storia della lingerie, dato che in ogni epoca tutte le civiltà hanno sentito l’esigenza di creare il proprio intimo sexy. A partire dalla famosa foglia di fico descritta nel primo capitolo della Bibbia, la Genesi, che affrancò i poveri Adamo ed Eva dalla nudità, una volta che questa diventa consapevole e quindi imbarazzante per entrambi, passando per il mondo greco romano e per il Medioevo. L’universo femminile ha sempre amato arricchire la propria capacità seduttiva con un accessorio in grado di solleticare l’eros ed appagare lo sguardo, mantenendo funzionalità contenitiva.

LINGERIE NELL’ANTICHITA’

Per citare rapidamente alcuni esempi nell’antico Egitto le donne appartenenti al ceto sociale più elevato amavano indossare una sorta di veste trasparente sotto gli abiti abituali, mentre in Grecia le donne del tempo usavano sovente una benda per sostenere il seno e dargli un effetto “push up” , anche nell’antica Roma seppur nude sotto la tunica, avevano l’uso di avvolgere i seni con una fascia, che è stata il probabilmente il primo prototipo degli odierni reggiseni.

LINGERIE NEL MEDIOEVO

Dalla fine dell’Impero Romano in poi, seguendo le evoluzioni della società e del pensiero attraverso quel lunghissimo e variegato periodo storico che oggi chiamiamo Medioevo, assistiamo dunque alla comparsa sulla scena delle prime mutande e dei primi corsetti, seguiti poi dai reggiseni. All’inizio questi indumenti intimi erano riservati a coloro che volevano proteggere le parti intime durante le passeggiate a cavallo o a quelle dame che sentivano il desiderio di indossare capi contenitivi per nascondere i difetti del corpo. Erano quindi accessori riservati chi aveva la fortuna di essere al vertice della piramide sociale e solo più tardi sarebbero diventati di uso comune in tutto il mondo, rubando appunto usi e mode dei ceti più alti.

Coordinato più audace, in nero.

LINGERIE NELLA STORIA PIU’ RECENTE

Interessante il lento ma costante passaggio della lingerie inteso come indumento contenitivo o protettivo, a strumento di comunicazione erotica e di seduzione. Ogni epoca in effetti, esprime la propria concezione sulla morale sessuale anche attraverso la lingerie. E’ facile notare che in epoche non troppo lontane dalla nostra i capi di abbigliamento intimo femminile fossero molto coprenti e poco comodi, espressione di una cultura spesso condizionata e forgiata sul credo religioso dominante, che portava con sé una pesante repressione della sessualità.

Pian piano però da accessori funzionali, le calze, le mutandine, le sottane, hanno progressivamente perduto la loro iniziale funzione protettiva di zone delicate ed intime, diventando accessori ricercati e sempre più stilizzati, in grado di gratificare chi li indossa ed emozionare chi li ammira, essendo in grado di accentuare la carica erotica ed esaltare la bellezza di ogni donna, diventando ai nostri giorni un oggetto di culto e di desiderio, in un momento storico in cui l’appagamento sei sensi passa per il tatto e soprattutto attraverso lo sguardo, sia allo specchio che degli occhi altrui.

Bralette e reggicalze coordinate in rosso e nero.

LINGERIE NEL NOVECENTO

Il Novecento rappresenta il secolo che ha visto nascere e fiorire la lingerie femminile così come la conosciamo ai nostri giorni, un capo di abbigliamento intimo indissolubilmente legato all’idea di seduzione e di gran moda. Grazie ai progressi dell’industria tessile compaiono via via nuovi materiali, come il nylon e la lycra e il rayon che offrono qualità e resistenza prima semplicemente impensabili ed a costi decisamente sostenibili per produzioni in scala. Ecco quindi le prime mutandine che soppiantano rapidamente i mutandoni. Intanto le sottovesti si accorciano progressivamente e diventano “Babydoll”, dando spazio a tenere ed innocenti culotte o seduttive calze autoreggenti. La nuova lingerie non è solo più bella ed in grado di valorizzare al massimo le forme, è anche più comoda e facile da indossare, rappresenta quindi una miglioria sotto tutti gli aspetti, divenendo rapidamente un fenomeno di costume planetario.

LINGERIE OGGI

Ai nostri giorni la lingerie femminile è davvero un settore fiorente e variegato, con miriadi di stili diversi e offerte di ogni genere, dalle più sobrie alle più piccanti che permettono ad ogni donna di trovare quel che più si adatta alla propria femminilità.

IL REGGISENO

Moltissimi i modelli e le varianti di reggiseno esistenti:

  • A triangolo, per chi ha un seno regolare, non eccessivamente grande e pesante che non ha bisogno di particolare sostegno.
  • A balconcinoe push up per mettere in evidenza il seno, dargli volume e risalto, sostenendolo alla base o comprimendo leggermente i lati.
  • Reggiseno a fascia, molto utile per gli abiti scollati e adatto a chi ha un seno prosperoso e che va sostenuto.
  • Reggiseno bralette, spesso realizzato in maglia operata, con pizzo e merletti, assomiglia ad un top, si adatta facilmente ad ogni fisicità ed è per questo molto amato.
  • Reggiseno “Carioca” con le tipiche coppe scoperte per esporre il seno nudo e le coppe in materiale rigido per sostenere i seni e tirarli su, ideale per le serate ad alto tasso erotico.
  • Reggiseno in silicone realizzato per garantire la massima aderenza e la minima visibilità, perfetto per chi ha bisogno di mimetizzare il sostegno sotto abiti provocanti e molto scollati.
Reggiseno a Triangolo in PVC telato lavorato ai bordi con filo dorato.
Bralette con guepiere alta in coordinato rosso e nero
 Kimono in raso rosso. Una delizia!

CORPETTI O CORSETTI

Capi di lingerie strutturati, che sagomano con l’ausilio di stecche di vari materiali ed hanno una funzione di sostegno e sollevamento del seno.  Si dividono in:

  • Bustier, comunemente chiamato bustino, è una sorta di corpetto sostenuto da stecche laterali, con reggiseno incorporato. Copre fino alla vita ed ha la funzione di tenere il busto eretto e rialzare il seno.
  • Guepière, è un bustino femminile allungato con reggicalze e chiuso sulla schiena con una serie di ganci o lacci che si stringono a dare alla vita la classica e seducente forma a clessidra. Anche la guepiere alterna tessuti rigidi ed elastici e può essere munita di stecche che modellano il corpo e ferretti che aiutano a sostenere il seno.
  • Corsetto, un indumento che fascia il torso, che può essere elastico o rinforzato con stecche. Sagoma il corpo dai fianchi a sotto il seno, esaltando le curve femminili.
Corsetto con stecche morbide e intrecci sul davanti. Proposto con calze a balza neve velate e merletto rosso.

GLI SLIP 

Si tratta di un indumento di forma triangolare, solitamente sgambata, atto a risaltare e valorizzare le curve femminili. Ne esistono vari modelli:

  • Slip sgambati, sono gli slip più classici, offrono comodità e comfort e lasciano i glutei lievemente scoperti.
  • Slip a vita alta, un taglio molto vintage che aiutano a contenere il girovita ed esaltare la siluette. Ideale per enfatizzare le linee più curvy e prorompenti.
  • Slip classici, generalmente in cotone o jersey, estremamente confortevoli e morbidi sulla pelle, particolarmente indicati per pelli sensibili o per attività fisica.
  • Slip senza cuciture, anche noti come Seemless, sono spesso in pizzo o microfibra, sono perfetti sotto abiti aderenti poiché evitano le linee alla siluette.
  • Tanga, un micro-slip ricavato da due parti di tessuto triangolari di dimensioni molto ridotte. 
  • Perizoma, simile al tanga, ma la parte posteriore che termina con un sottile strato di tessuto.
  • Culottes, somiglia ad un pantaloncino, un capo più coprente che arriva fin sotto i glutei. Può essere di pizzo, raso o seta. Particolarmente adatto per Burlesque.
  • Slip brasiliano, ha la parte posteriore più piccola rispetto quella anteriore, uniti tra loro da una fascia di tessuto più o meno spessa. I glutei vengono lasciati in parte scoperti e per la sua conformazione sgambata offre un effetto di slanciamento della figura.
Slip in pizzo con apertura strategica

LINGERIE DA CASA

Non la vecchia vestaglia dei tempi andati, bensì abiti che fanno del vedo/non vedo il loro punto di forza. Eccone una breve spiegazione.

  • BabyDoll, camiciola molto corta, può essere in seta o tessuto trasparente, può essere usata al posto di un pigiama, rendendo il tutto più piccante. Essendo cortissimo, esalta glutei e gambe, lasciandole quasi interamente scoperte.
  • Chemise, la sottoveste per eccellenza, da indossare sotto ai vestiti. Generalmente in seta o tessuti leggeri con inserti in pizzo, tanto scollata oppure munita di spalline sottili.
  • kimono, è un abito tradizionale giapponese molto ampio e dalle maniche larghe, spesso tenuto chiuso dalla cinta chiamata “Obi”. In commercio si trovano sia varianti lunghe a mezzo polpaccio o caviglia che corte sopra al ginocchio.
  • negligèe, vestaglia da indossare a casa o sopra alla camicia da notte, generalmente abbastanza succinta ed in tessuto trasparente.
  • pagliaccetto, indumento intimo composto da corpetto e mutandina. Il tessuto morbido può essere decorato con pizzi e nastrini, le spalline sono sottili e la parte inferiore termina come le culottes.
Slip neri lavorati con laccetti sul retro e strass ai lati

LE CALZE

Per finire le calze. Un capo che accentua il fascino e la femminilità delle donne esaltando le gambe e i piedi. Ve ne sono vari modelli, eccone una lista.

  • Collant, le più classiche delle calze, sono in tessuto elastico molto leggero, costituito da due calze unite da una mutandina. Possono essere in lycra, pizzo, rete, seta, decorate, stampate o con la riga sul retro. Alcune presentano anche una foratura più o meno ampia nella parte interna della mutandina, sia sul davanti che dietro.
  • Autoreggenti, calze di nylon che arrivano fino alla coscia e terminano con una balza siliconata o elasticizzata che permette loro di aderire alla pelle e rimanere su senza la necessità di dover indossare reggicalze o giarrettiera.
  • Parigine, sono calze autoreggenti che coprono fino metà coscia, o a volte fin sopra il ginocchio. Sono generalmente concepite in tessuto morbido e avvolgente, spesso presentano vezzi come fiocchetti o trine.
  • Gambaletti, simili nella trama e nell’aspetto alla calza unisex, arrivano al massimo al ginocchio e possono essere sia opachi che velati.
  • Reggicalze,  si tratta di una fascia che poggia sui fianchi da cui sono appese 4 laccetti con clip che vanno a sostenere la calza sia sul davanti che dietro. Sono tremendamente sexy e vengono considerati un vezzo per gli occhi oltre ad essere funzionali.
Slip molto erotico con doppio elastico ai fianchi in pizzo nero ed applicazioni in strass
Calze da guepiere color nude con balza rossa

Dildo anali: cosa sono, tipologie, quale scegliere, come si usa, manutenzione

Cos’è un plug anale

Dildo anale, fallo anale, plug anale, cuneo anale, sono tutti sinonimi che indicano un oggetto pensato e strutturato appositamente per la penetrazione dell’ano e per essere collocato nel retto in sicurezza, senza quindi che questo possa scivolare eccessivamente in profondità e che quindi possa essere estratto facilmente al termine del gioco.

Tipologie

Esistono svariati modelli di plug anale, i quali differiscono per forma dimensione e materiale. Queste caratteristiche a loro volta cambiano a seconda del tipo specifico di utilizzo per cui sono stati concepiti. Quindi avremo tre grandi “famiglie” di oggetti: plug in silicone, plug in cristallo, plug in acciaio o alluminio. La maggior parte sono unisex, cioè adatti ad entrambi i sessi, mentre alcuni presentano una particolare forma curva atta a renderli utilizzabili per il massaggio prostatico e quindi per soli uomini.

La forma:

Il plug “classico” ha un aspetto cuneiforme, come una piccola piramide dalla punta dolce e molto arrotondata, per essere inserito in modo più agevole possibile, sempre con l’aiuto di un buon lubrificante anale specifico. Sulla parte inferiore deve essere presente una strozzatura seguita da una base larga, che può essere di forma circolare o rettangolare e che ha la funzione di impedire lo sprofondamento involontario del dildo anale e che rende l’oggetto sicuro nel suo utilizzo.

Mai utilizzare un oggetto per l’uso anale se non è presente una base larga che blocchi il plug.

Esiste una grande quantità di forme alternative: catenine anali, dildo anali, dildo anali gonfiabili, plug anali con coda, massaggiatori prostatici, anal plug giganti.

  • Catenine anali: sono oggetti costituiti da una serie di sfere di silicone di varie dimensioni distanziate fra loro da qualche centimetro di distanza. Una volta inserite nell’ano possono arrivare in profondità e possono stimolare venendo messe dentro e poi lentamente estratte dando un senso alternato di pieno e vuoto…
  • Un dildo anale è un oggetto di forma fallica con una ventosa circolare alla base, preferibilmente con una punta stretta e sottile che lo rende adatto al “lato b” proprio perché più facile da inserire. Il materiale attualmente migliore è il silicone di grado medicale, che in superficie è particolarmente liscio e setato al tatto, perfetto per essere delicato nella penetrazione anale.
  • Un plug o dildo anale gonfiabile è un oggetto costituito da un’anima rigida rivestita da una pellicola sottile che si dilata premendo una pompetta appositamente posta alla base. Più si aziona la pompetta, più si aumenta la circonferenza del plug anale rendendo quest’oggetto perfetto per chi ha non sa quale dimensione scegliere.
  • Un plug anale con coda, detto anche anal tail, è solitamente un cuneo anale dalla punta dolce e dalla base allargata che presenta una coda sulla parte inferiore. Una volta inserito il plug si potrà ammirare un’intrigante coda di varie fogge, volpe, cane, gatto, coniglio…Un effetto estetico davvero sexy e ironico al tempo stesso.
  • Un massaggiatore prostatico è un’oggetto appositamente sagomato per raggiungere la prostata, quindi consigliato per soli uomini. Ha la forma si uno stelo curvo e può essere dotato di motore vibrante. Il materiale è quasi sempre il silicone di grado medicale.

Durante la scelta del plug anale, soprattutto se si tratta del primo acquisto, bisogna per prima cosa decidere le dimensioni. Il consiglio è quello di essere sempre prudenti e di non esagerare, specialmente se si è alle prime armi.

Materiali

Gli oggetti per la penetrazione anale sono fatti in diversi tipi di materiale, per cercare di incontrare ogni possibile tipo di gusto ed esigenza. Di seguito un piccolo elenco puntato che descrive i materiali principalmente utilizzati per questo tipo di gioco sessuale.

  • Silicone: è un tipo di silicone che nulla ha in comune con quello usato come isolante e sigillante. E’ ultra liscio, inodore, leggermente flessibile ed in generale il più utilizzato per i plug anali proprio per queste sue caratteristiche.
  • Metallo: acciaio oppure alluminio, permette di ottenere plug leggeri o più pesanti, molto facili da igienizzare, a volte decorati con un gioiello alla base, sono oggetti con un certo fascino estetico, un cult per alcuni amanti del genere
  • Cristallo: le lavorazioni in cristallo sono ultra sicure perché ultra dure e praticamente infrangibili. È possibile renderle piacevolmente calde semplicemente immergendo un oggetto anale in cristalli in un bicchiere di acqua calda. Il plug anale assorbirà il calore rapidamente e lo manterrà a lungo. Avrete un oggetto piacevolmente caldo, ben lubrificato e super liscio dalla punta dolcemente arrotondata, ideale anche per le prime volte, semplicemente il massimo della sua categoria.
  • Pvc: il Pvc è stato per molti anni il materiale più usato per fabbricare plug anali. Ancora oggi sul mercato si trova una grande varietà di plug in Pvc, perché molto economici da produrre. Tuttavia è un materiale che si presenta lievemente appiccicoso, mai completamente inodore e microporoso. Tutto ciò lo rende sicuramente inferiore come scelta rispetto al silicone al cristallo o al metallo.

Quale plug anale scegliere?

Dipende! E’ una prima volta? Stiamo cercando un “apripista” per poi effettuare una penetrazione anale? Siamo in cerca di forti emozioni e vogliamo una grande penetrazione? Siamo amanti del fisting? In pratica: le esigenze posso essere le più disparate, si può aver bisogno di un plug anale per la classica iniziazione al sesso anale oppure per pepare un rapporto già consolidato ed esplorare nuove vie del piacere reciproco oppure ancora per sperimentare sensazioni estreme.

In ognuno di questi casi si avrà bisogno di un oggetto con caratteristiche differenti e questo è il motivo per cui questa categoria di sex toys presenta una scelta molto ampia rispetto alle altre.

Come regola generale la parola d’ordine è: buonsenso! Personalmente consiglio di non prendere mai qualcosa di troppo grande per le prime volte, potrebbe costituire un problema. Meglio iniziare per gradi, per esempio comprando un kit con plug anali di dimensioni crescenti.

Per gli amanti delle grandi penetrazioni consiglio sempre dei lubrificanti particolari ad altissima persistenza e sconsiglio creme anestetiche che andando a desensibilizzare l’ano potrebbero esporre la persona penetrata a lesioni di cui ci si accorge solo dopo. Meglio usare un buon lubrificante ed oggetti di buon materiale e come sempre procedere per gradi, secondo il proprio grado di esperienza.

Come si usa un plug anale?

L’utilizzo di oggetti anali è semplice ma richiede qualche accortezza in più rispetto agli altri sex toys. L’ano non ha la lubrificazione naturale come la vagina, quindi la prima cosa da fare è predisporlo alla penetrazione. Si può massaggiare la parte esterna con l’aiuto di un ottimo lubrificante e piano piano inserire un dito, con lentezza, per abituare la persona alla sensazione ed evitare che reagisca indurendo i muscoli, cosa che ostacolerebbe la penetrazione rendendola anche fastidiosa. La cosa principale è aiutare la persona a rilassarsi mentalmente e muscolarmente. Per evitare cattivi odori o l’imbarazzo dovuto a tracce di materiale fecale, si può utilizzare un doccino anale, dal funzionamento simile al clistere ma con una minor quantità di acqua, per pulire a fondo lo sfintere anale e iniziare il gioco sessuale in maniera più gradevole per i sensi.

Prima di inserire il dildo o plug anale, si deve ben lubrificare l’oggetto, ricordandosi che in questo caso abbondare col lubrificante è sempre meglio. L’inserimento sarà dolce e graduale e dovrà sempre avvenire ascoltando le sensazioni che il corpo trasmette, mai forzare la mano e mai effettuare movimenti bruschi, bisogna avere pazienza. Molti di questi oggetti non sono pensati per fare su e giù, bensì sono concepiti per entrare e restare, dando un senso di pienezza e preparare la persona ad un vero e proprio amplesso anale.

Come lavare il dildo anale?

Per pulire a dovere un giocattolo anale, un dildo anale o plug anale, è necessario ossrvare alcune semplici regole: mai usare sostanze alcoliche, o che contengano alcool anche in parti minime. Alcuni disinfettanti di uso comune e adatti alla maggior parte delle superfici, hanno un effetto solvente che rovinerebbe irrimediabilmente il plug anale, rendendolo inutilizzabile.

Mai usare acqua bollente o farli bollire, queste lavorazioni termoplastiche non sono progettate per temperature estreme, li distruggereste.

Prima di ogni utilizzo i plug anali in Pvc o silicone andranno innaffiati con un apposito toy cleaner un prodotto fatto apposta per la pulizia dei giocattoli sessuali, ce ne sono molti in commercio, e poi risciacquati con semplice acqua tiepida. Ripeteremo l’operazione alla fine dell’utilizzo, prima di riporre il nostro giocattolo anale.

Se non abbiamo a disposizione un buon toy cleaner, dovremo accontentarci del sapone liquido per le mani e di sciacquarlo via scrupolosamente con acqua corrente tiepida o fredda prima di utilizzarlo.

Tutto questo è necessario in presenza di plug anali in materiale plastico o siliconico.

Se invece abbiamo a disposizione plug anali in cristallo oppure acciaio o alluminio, non sarà necessario nessun accorgimento particolare, perché questi materiali possono sopportare qualsiasi tipo di disinfettante senza rovinarsi e non presentano microporosità, sono quindi igienicamente superiori.

Come riporre e conservare un oggetto per il sesso anale?

Poche e semplici accortezze nel riporre i giocattoli anali saranno in grado di renderli longevi e duraturi. Se possediamo un plug anale in cristallo o alluminio o metallo potremo riporlo dove vogliamo, senza particolari riguardi o attenzioni speciali che invece andremo a riservare agli oggetti più delicati, cioè quelli realizzati in silicone o pvc; questi materiali possono usurarsi se esposti a lungo alla luce solare diretta, oppure al calore continuo (mai posizionarli in una scatola sopra o sotto un termosifone). E’ buona norma non avvolgerli in pellicole plastiche (pellicole alimentari ad esempio) per evitare un conflitto chimico e non è una buona idea nemmeno conservarli a contatto diretto con altri oggetti sessuali. Meglio riservare loro un posto in una custodia di tessuto, al riparo dalla luce e dal calore.

Perché un plug anale è una buona idea

Questi oggetti sono un interessante modo di iniziare una pratica, quella del sesso anale, per molti ancora considerata ostica e tabù. I motivi possono essere molteplici, dallo stigma culturale alla paura del dolore fisico o della sporcizia. Attraverso l’uso di qualche accortezza suggerita anche in queste righe e di un oggetto apposito si può accedere più facilmente ai piaceri che la pratica del sesso anale regala ai moltissimi che ne sono attratti e segretamente incuriositi.

Usare un plug anale è sempre un inizio che prelude ad una crescente confidenza con la penetrazione anale e che aumenta molto la confidenza e la complicità sessuale di una coppia.

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